PREPARIAMOCI AD UNA ENNESIMA RIFORMA PENSIONISTICA

Siamo ai preamboli, ma i presupposti ci sono tutti.
La Cisl, attraverso Bonanni, si è pronunciata in questo senso al Congresso: disponibilità a discutere delle riforme in cantiere, compresa quella di un ulteriore giro di vite alle possibilità di andare in pensione.
Se ne sentiva proprio il bisogno: gli Italiani, trascorsi pochi mesi dall'ultima riforma delle pensioni, vanno in crisi di astinenza e danno i numeri senza una flebo da 300 cc di riformapensionistica.
E' vero che il Governo ha frenato un po' per bocca di Tremonti (non subito, ma si deve fare); è vero che  Sacconi, con riferimento alla CGIL, ha precisato che vuole il consenso di tutte le parti sociali ...
Ma è anche vero che per la prima volta, dando la disponibilità a discutere, il sindacato sponsorizza il giro di vite sulle pensioni, chiedendo in cambio sgravi fiscali: come dire che per acquisire un beneficio, si deve sempre raschiare il barile delle pensioni.
Come se negli ultimi 15 anni non si fosse raschiato abbastanza!

Ormai le revisioni del sistema  pensionistico si susseguono con ritmo crescente: mentre se ne vara una, si comincia a discutere come modificarla prima che vada a regime. Se l'argomento non fosse così serio, ci sarebbe da crepar dal ridere.

Solo qualche mese fa è partita verso l'Unione Europea la proposta del Governo dell'innalzamento dell'età  pensionistica delle donne del pubblico impiego portandola gradatamente da 60 a 65 anni; è presumibile che dopo le elezioni europee il tema sarà ripreso e il Governo, forte della richiesta dell'Europa, procederà fino in fondo.
Sono veramente curioso di vedere che cosa dirà Bonanni quando ciò si verificherà.
E' bene sottolineare che il principale bacino dei tesserati Cisl è proprio il pubblico impiego.
E' qui si sta commettendo un 'abominevole e intollerabile discriminazione nei confronti delle donne del pubblico Impiego.

Certamente si potrebbe discutere se sia corretto o no che le donne vadano in pensione a 60 anni e gli uomini a 65, ma il Governo e i Sindacati dovranno spiegare per quale motivo le donne del settore privato debbano andare in pensione a 60 anni e quelle del settore pubblico a 65.
Io una spiegazione logica non ce l'ho. 
Brunetta probabilmente ce l'ha! Sacconi pure! Epifani pare di no. E Bonanni? Non lo so.
Finora la reazione della Cisl alla proposta mi è parsa molto tiepida, inferiore ad ogni aspettativa.

L'articolo apparso qualche giorno fa sul Corriere della Sera è preoccupante, se l'ultimo paragrafo sconvolge il mio concetto del sindacato, la chiusura dello stesso merita una riflessione: "È finita con i delegati cislini ad applaudire il trio sorridente formato da Bonanni, Tremonti e Marcegaglia che si stringevano la mano."
C'era una volta la Triplice e si chiamava CGIL-CISL-UIL.
Pare che adesso i diritti sindacali dei lavoratori siano affidati ad una nuova triplice: CISL-GOVERNO-CONFINDUSTRIA.
Penso che non andremo lontano.

Di ben altro avviso era la Cisl prima del "trattamento Bonanni", quando il Governo era ancora una controparte: l'articolo al quale rimando è stato pubblicato nel 2006 su "Conquiste del Lavoro"

Sono cislino da una vita, ho sempre criticato l'azione della CGIL quando anteponeva la politica al sindacato, gli interessi di certi partiti a quelli dei lavoratori; per gli stessi motivi trovo preoccupante questo inciucio che vede il sindacato troppo disponibile,  culo e camicia con le controparti.

 

 

Dal CORRIERE DELLA SERA del 22/5/09

Il governo avvia il dialogo sulle pensioni


Tremonti: siamo aperti, ma interverremo con tempi, persone e modi giusti. Sacconi: conti a posto

Il tavolo - Governo, industriali e Cisl stanno affrettando i tempi per l'apertura di un tavolo.
Le riforme - La Cisl, e in maniera più cauta la UIL, sono pronte a discutere di un aumento dell'età pensionabile in cambio di una riduzione del prelievo fiscale sui lavoratori dipendenti e sui pensionati e di incentivi che favoriscano la partecipazione dei lavoratori agli utili e alla gestione delle imprese.

ROMA — Il governo è pronto a cogliere la richiesta della Confindustria e della Cisl di aprire una stagione di riforme strutturali, senza escludere quella delle pensioni. La svolta è favorita dal nuovo clima di concordia tra imprese e sindacati (Cgil esclusa) e dalla convinzione dell'esecutivo e delle parti sociali che, nonostante la crisi sia «davvero pesante», come ha detto ieri il premier Silvio Berlusconi, il peggio sia passato.
Che ci sia una grande voglia di dialogo lo si è visto ieri pomeriggio al congresso della Cisl. Per la prima volta un presidente della Confindustria è intervenuto in una assise sindacale. Lo ha fatto Emma Marcegaglia «per dimostrare amicizia, stima e, permettetemi, affetto per Bonanni e la Cisl ». E ha raccolto il pieno di applausi. E molto bene è andata anche per il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Che, pur ribadendo che c'è un tempo per gestire la crisi e un tempo per le riforme», ha aggiunto: «Siamo convinti che si devono fare». «Ma è una cosa complessa — ha messo in guardia il ministro, riferendosi alla riforma della previdenza —. Non basta dire facciamo patti tra generazioni; devi fare un disegno di legge nel quale scrivi un numero e dici con che diritti e a che età vai in pensione. Noi questo lo faremo nel tempo giusto e nel modo giusto, discutendo con voi». E anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che interverrà oggi al congresso della Cisl, ieri ha detto: «Siamo aperti ai percorsi di riforma». Anche se poi ha precisato che sulle pensioni, «in questo momento, non apriamo un tavolo sulla riforma, ma monitoriamo la tenuta della spesa».
In serata, secondo alcune agenzie di stampa smentite seccamente dal ministro, Tremonti sarebbe tornato sull'argomento in un convegno a porte chiuse al ministero degli Esteri, sottolineando che, nonostante secondo le statistiche il nostro sistema previdenziale «è il più stabile d'Europa», si sarebbe fatta la riforma perché «anche i sindacati sono d'accordo». Parole che hanno indispettito il leader della Cgil, Guglielmo Epifani: «Tremonti dica cosa avrebbe concordato e con chi, perché se questo fosse vero, sarebbe gravissimo».

A parte la controversa questione delle pensioni, Governo, Confindustria e Cisl stanno comunque affrettando i tempi per l'apertura di un tavolo per nuovi accordi dopo quello sulla riforma della contrattazione. La Cisl , punta a una riduzione del prelievo fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati e a incentivi che favoriscano la partecipazione dei lavoratori agli utili e alla gestione delle imprese. Un tema sul quale ieri Marcegaglia ha aperto, «a patto che si tratti di una cosa volontaria, che nasca dalla trattativa tra le parti, tra noi», ha detto davanti alla platea Cisl. «Sono davvero grato ad Emma — ha replicato Bonanni —. Una donna leale e determinata che ora, dopo l'accordo sulla contrattazione, non è più una controparte ma una "comparte"». È finita con i delegati cislini ad applaudire il trio sorridente formato da Bonanni, Tremonti e Marcegaglia che si stringevano la mano.

                                                                                                            Enr. Ma.