|
| |
COME VERIFICARE SE SI RAGGIUNGE LA QUOTA
Dal 2010, in applicazione della legge 247/07,
anche per il personale della scuola si applica il criterio delle quote.
Oltre a raggiungere la quota, bisogna aver maturato un minimo di età e almeno
35 anni di contributi:
| |
Quota |
Età minima |
Anzianità minima |
| 2010 |
95 |
59 |
35 |
| 2011 |
96 |
60 |
35 |
| 2012 |
96 |
60 |
35 |
| 2013 |
97 |
61 |
35 |
| Oltre il 2013 |
97 |
61 |
35 |
Per il personale della scuola la data di riferimento per maturare i requisiti
è quella del 31 dicembre.
Per verificare se si matura il diritto alla pensione di anzianità si deve:
1) innanzitutto verificare se si maturano l'età minima e i 35 anni di
anzianità senza arrotondamenti (34 anni, 11 mesi e 29 giorni al 31 dicembre non
fanno maturare il requisito!)
2) sommare l'età e l'anzianità in anni, mesi e giorni per verificare se si
raggiunge la quota
Esempi del calcolo della quota 95 nel 2010:
Primo esempio:
Età al 31 dicembre anni 59, mesi 8 e giorni 12
Anzianità al 31 dicembre anni 35, mesi 3 e giorni 18
Totale 94, mesi 11 e giorni 30 ovvero 95
Si raggiunge la quota 95 e si matura il diritto
Secondo esempio
Età al 31 dicembre anni 59, mesi 5 e giorni 20
Anzianità al 31 dicembre anni 35, mesi 6 e giorni 9
Totale 94, mesi 11 e giorni 29
Non si raggiunge la quota 95 e non si matura il diritto
| Apri il programma in excel per verificare
se e quando si matura il diritto applicando il criterio delle quote in
vigore dal 1/1/10 (versione 3 del 27/9/09) |

|
Circolare applicativa
dell'INPDAP

I COEFFICIENTI DI TRASFORMAZIONE
la
Legge 247/2007, di attuazione del Protocollo sul welfare
del 23 luglio 2007, all’articolo 1, commi da
12 a
16, ha
previsto una disciplina volta a modificare i
criteri di calcolo dei coefficienti di trasformazione per il calcolo
delle pensioni con il sistema contributivo di cui all’articolo 1, comma 6,
della L. 335/1995
Si ricorda che, nell’ambito del sistema contributivo di
calcolo della pensione, il coefficiente di trasformazione è il valore per il
quale si moltiplica il montante individuale dei contributi per ottenere
l’importo della pensione annua, in altri termini è la percentuale per la
quale si moltiplicano i contributi accumulati in tutta la vita lavorativa.
Tabella dei coefficienti
|
Età
|
Coefficienti L. 335/95
(fino al 31/12/09) |
Coefficienti L. 247/07
(dal 1/1/10) |
|
57 |
4,720 |
4,419 |
|
58 |
4,860 |
4,538 |
|
59 |
5,006 |
4,664 |
|
60 |
5,163 |
4,798 |
|
61 |
5,334 |
4,940 |
|
62 |
5,514 |
5,093 |
|
63 |
5,706 |
5,257 |
|
64 |
5,911 |
5,432 |
|
65 |
6,136 |
5,620 |
I coefficienti si applicano all'età in anni e mesi: per ogni mese si
aggiunge 1/12 dell'incremento annuale-
Esempio: anni 62 e mesi 5
Coefficiente = 5,093 + (5,257 - 5,093) : 12 x 5 = 5,776
Emendamento alle legge finanziaria Valditara
Ha fatto scalpore l'emendamento alla finanziaria presentato dal senatore
Giuseppe Valditara e da altri parlamentari della maggioranza con la proposta di
riconoscere al personale della scuola un abbuono di due anni per i pensionamenti
2010 e 2011 allo scopo di favorire i pensionamenti e di reperire posti per
l'immissione in ruolo dei precari. Vediamo il testo nella versione definitiva
approdata in commissione:
| Art.
2
Dopo
il comma 4, aggiungere i seguenti:
«4- bis
. Il personale docente delle scuole statali che, entro il 31
gennaio 2010, con decorrenza dal successivo 1º settembre 2010, rassegni
le dimissioni volontarie dall'impiego, può domandare di accedere al
trattamento pensionistico di anzianità, in presenza di un'anzianità
contributiva pari o superiore ad anni trentaquattro e di una età pari o
superiore ad anni 59, di una anzianità contributiva pari o superiore a
trentacinque anni e di un'età pari o superiore a 58 anni, oppure in
presenza di un'anzianità contributiva pari o superiore a trentasei anni e
di un'età pari o superiore a 57 anni, oppure, indipendentemente dall'età,
in presenza di un requisito di anzianità contributiva pari o superiore a
trentotto anni.
4- ter
. Con decreto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e
della Ricerca sono determinati i criteri per l'accettazione delle domande
di pensionamento fino alla concorrenza della cifra stanziata. Nell'ipotesi
di mancata accettazione della domanda il richiedente può rimanere in
servizio».
Conseguentemente,
al relativo onere, valutato in 7 milioni di euro per il
2010, in
21 milioni di euro per il 2011 e in 14 milioni di euro per il 2012, si
provvede mediante corrispondente riduzione lineare degli stanziamenti di
parte corrente iscritti in tabella C.
VALDITARA
– AUGELLO – VIESPOLI – BALDASSARRI – TOFANI – MENARDI – SAIA
– NESPOLI – COLLI – VETRELLA - FIRRARELLO |
Naturalmente la notizia ha creato un fermento di aspettative, non solo nei
precari in attesa di un posto di lavoro, ma anche in quanti sono ad un passo
dalla pensione. Comprensibile ora la loro delusione.
Dopo la bocciatura, i proponenti lo hanno rivisto e cercato di inserirlo nel
decreto salvaprecari, il DL 134/09:
| All’art. 1 del decreto legge 25 settembre 2009, n. 134,
dopo il comma 2, aggiungere il seguente comma:
3. Al personale docente delle scuole statali che entro il 31
gennaio 2010, con decorrenza dal successivo primo settembre 2010, rassegni
le dimissioni volontarie dall’impiego, e’ concesso un accredito
contributivo figurativo di due anni ai fini del raggiungimento del
requisito minimo per ottenere il trattamento di pensione di anzianità. |
ma è fallito anche questo tentativo in quanto non c'erano i tempi per la
discussione e per evitare che scadesse senza poter essere tramutato in legge, il
testo è stato "blindato" ed approvato.
La mia opinione: si tratta della solita proposta estemporanea tappabuchi, che aiuterebbe a
risolvere un problema molto sentito come quello del precariato, ma non è
inquadrata in un progetto che tenga conto del contesto generale.
Questo Governo ha fatto tagli con la scure sugli organici, ha ripristinato
l'insegnante unico nella scuola primaria non per ragioni didattiche, ma per
poter ridurre il personale; ora nel PDL si accorgono che con la politica degli
organici perseguita finora sta esplodendo il problema dei precari. E cosa tirano
fuori dal cilindro: prendiamo un po' di miliardi risparmiati a colpi di scure e
facciamo un regalo ad alcune migliaia di pensionandi. Ma dov'è la coerenza?
Dov'é la logica? Regalare qualcosa a .pochi fortunati scelti nel mazzo è comunque
e dovunque uno spreco di risorse.
Finora questa linea non è passata, ma i presentatori dell'emendamento non si
danno per vinti e vogliono insistere in questa direzione e siccome in primavera
si deve votare ... non si sa mai.
Il problema dei precari deve essere risolto, non si può far cadere il
peso di una politica scellerata sulla categoria più debole; ma è demenziale farlo spendendo
ciò che è stato risparmiato creando dissesti nella scuola per fare regalie ad
alcuni fortunati che hanno il solo merito di trovarsi al posto giusto al momento
giusto.
Le discriminazioni di trattamento risolvono un problema, ma ne creano due.
Il posto per i precari c'é: basta ridare alla scuola gli insegnanti che servono
per far fronte ai mille problemi che il taglio degli organici ha provocato.
|